Executive Summary


 
  • Oggi l’Europa affronta due crisi. La prima è una crisi economica, con livelli crescenti di povertà, insicurezza ed emergenza abitativa in tutto il continente. La seconda è una crisi climatica e ambientale, con gravi conseguenze per le comunità europee più provate, mentre altre ancora peggiori si affacciano all’orizzonte.

  • Entrambe le crisi sono il prodotto delle decisioni politiche dell’Europa e sono intimamente connesse. La promozione dell’aumento delle estrazioni ha portato al collasso ambientale, e l’insistenza sull’austerity ha impedito che l’Europa potesse rispondere efficacemente​.

  • È necessario un approccio radicalmente nuovo per invertire questa tendenza distruttiva e aprire la strada alla giustizia ambientale in Europa e nel resto del mondo.

  • Noi chiamiamo questo approccio Green New Deal per l’Europa. Il documento che segue è il primo tentativo di presentare un piano di intervento organico e pragmatico all’altezza della sfida.

  • Il Green New Deal per l’Europa si compone di tre sezioni.

  • Lavori Pubblici Verdi è un innovativo programma di investimenti per mettere in moto la transizione verde in Europa.

  • L’Unione Ambientale (UnA) è un pacchetto di provvedimenti legislativi per allineare la politica dell’UE alle direttive scientifiche e inserisce i principi di sostenibilità ambientale e solidarietà sociale nella legislazione europea.

  • La Commissione per la Giustizia Ambientale è un organo indipendente che si occuperà di ricerca, monitoraggio e consulenza per i responsabili politici dell’UE, allo scopo di promuovere la giustizia ambientale.

  • Riassumiamo qui scopi e principi operativi di ognuna di queste sezioni.

Lavori Pubblici Verdi


 
  • LPV è il programma di investimenti che metterà in moto la trasformazione in Europa. Connette gli obiettivi economici con la giustizia ambientale: decarbonizzare l’economia europea, recuperare la biodiversità e garantire un lavoro dignitoso a tutti i cittadini del continente.

  • LPV è finanziato interamente attraverso l’emissione di bond “verdi” da parte della Banca Europea degli Investimenti (BEI). Ciò permetterà alla Banca di ottenere notevoli quantità di denaro senza contravvenire alle regole fiscali europee. Avendo la copertura della Banca Centrale Europea i bond saranno un investimento sicuro per i risparmiatori e i fondi pensione, mentre i fondi inutilizzati verranno destinati alle zone del continente più colpite da disoccupazione, povertà e danni ambientali.

  • LPV sarà gestito in modo da aiutare le comunità e metterle in connessione tra di loro. Le decisioni sugli investimenti saranno demandate ad autorità locali, col coinvolgimento diretto dei cittadini. Contemporaneamente, una Rete Verde Solidale creerà strutture orizzontali di cooperazione tra le città, le regioni e le comunità rurali d’Europa, permettendo loro di condividere le soluzioni più efficaci per la transizione verde, nonché migliorarne le capacità di gestione.

  • Gli investimenti di LPV mirano a guidare l’economia europea spostandola dall’accumulazione privata della ricchezza alla sostenibilità ambientale. I cambiamenti a livello di gestione degli alloggi, servizi di pubblica utilità e strategie di mobilità provocheranno una notevole diminuzione dei consumi energetici, trasformando allo stesso tempo i quartieri e i paesi europei. I 38 milioni di case sfitte verranno utilizzati per aiutare i senzatetto e per eliminare la precarietà abitativa. Un ampio programma di ristrutturazione si occuperà di isolare le case europee dal caldo e dal freddo, migliorando l’adattamento delle comunità all’ambiente minimizzando il consumo di energia. Un fondo paneuropeo per la mobilità garantirà che ogni comunità abbia accesso a un sistema di trasporti efficienti, puliti ed economici.

  • Ma LPV è più di un programma di investimenti: è anche la promessa di una nuova stagione democratica per i lavoratori e le loro comunità. LPV investirà in cooperative di proprietà dei lavoratori, che solitamente non hanno accesso alla finanza privata, riorientando le pratiche industriali verso la sostenibilità, la democrazia e la giustizia.

  • I fondi erogati da LPV verranno concessi a imprese private che promuovono gli obiettivi economici, sociali e ambientali dell’Europa. Le aziende intenzionate a ri-orientare la produzione verso il riciclaggio e la manutenzione, ad aumentare la durata degli oggetti e ad accorciare la settimana lavorativa riceveranno i finanziamenti necessari alla transizione, così come quelle che permetteranno ai lavoratori di accedere a cariche dirigenziali e trasferiranno una parte dei loro profitti a un fondo che paghi un dividendo ai lavoratori e generi risorse aggiuntive per la transizione verde.

  • Le imprese che si distingueranno nel raggiungimento degli alti standard europei di sostenibilità, democrazia e giustizia sociale riceveranno un riconoscimento ufficiale, collegato a ulteriori fondi per la transizione.

  • Infine, LPV si occuperà delle comunità rurali. I sussidi europei vengono forniti principalmente all’industria agricola delle multinazionali, con effetti devastanti sia sociali che ambientali, in Europa e non solo. LPV fornirà invece sussidi a sostegno di pratiche agricole, silvicole e di allevamento ecologicamente sostenibili, di modo che le comunità rurali diventino il motore della rigenerazione dell’ambiente.

 

Unione Ambientale


 
  • L’Unione Ambientale (UnA) è stata ideata per mantenere la promessa di “cambio di sistema” fatta dal Green New Deal per l’Europa. Offre un pacchetto integrato di provvedimenti legislativi per riallineare la politica dell’UE alle acquisizioni della scienza sul clima e sulla crisi ambientale, e trasformare l’Europa nel leader mondiale della transizione verde.

  • L’UnA si compone di tre sezioni: (i) emergenze, (ii) sostenibilità e (iii) solidarietà.

  • L’UnA parte dalla premessa che i politici europei continuano a negare che una crisi sia in atto. Richiede quindi una dichiarazione formale di emergenza climatica e ambientale, mediante la quale si arriverà a una revisione dell’attuale legislazione europea, stabilendo nuovi obiettivi per quella successiva.

  • L’UnA promuove la sostenibilità aggredendo le pratiche distruttive per l’ambiente sia in Europa sia attraverso le catene di approvvigionamento che collegano le entità europee ai processi di produzione oltre i suoi confini. L’UnA introdurrà nuovi emendamenti alle norme prudenziali europee per penalizzare gli investimenti nei combustibili fossili, accelerare i progressi del Gruppo Tecnico di Lavoro sulla finanza sostenibile e rafforzare la supervisione normativa delle banche multinazionali che operano nel Sud del mondo.

  • Nell’ambito del pacchetto “Legislazione per la Sostenibilità”, l’UnA chiede anche una riforma radicale della politica energetica dell’UE. Essa respinge il quadro normativo del “mercato interno dell’energia” al fine di consentire una “municipalizzazione” delle infrastrutture energetiche. Elimina gradualmente tutti i sussidi ai combustibili fossili, sia diretti che indiretti. Inoltre adotta un nuovo sistema di commissioni e dividendi, assicurandosi che tutti i settori responsabili delle emissioni siano adeguatamente tassati, e che i proventi di questa tassazione siano distribuiti ai cittadini europei.

  • In terzo luogo, l’UnA promuove la solidarietà. Per decenni l’UE ha promosso la deregolamentazione e l’estrazione delle risorse sotto l’egida della “competitività”. L’UnA sostituisce la competizione con la solidarietà, mettendo al primo posto gli interessi dei lavoratori, delle comunità e dell’ambiente.

  • Legiferare per la solidarietà richiede un cambiamento radicale nelle politiche agricole europee, che attualmente sovvenzionano le aziende agricole industriali per invadere i mercati mondiali. L’UnA, invece, adotta una Politica Alimentare Comune per la UE, re-inquadrando le varie politiche settoriali che incidono sui sistemi alimentari, pone fine agli obiettivi politici contrastanti e ai loro costi occulti, e pone il commercio agricolo al servizio dello sviluppo sostenibile.

  • Il commercio internazionale è al centro dell’agenda della “Legislazione per la Solidarietà”. L’UnA mira a un ripensamento delle relazioni commerciali dell’Europa al fine di sostenere la solidarietà anziché comprometterla. Per questo intende anche rivedere i meccanismi di risoluzione delle controversie tra investitore e Stato, integrando standard di sostenibilità nelle strutture del WTO, facilitando i trasferimenti tecnologici e, lungo il processo, offrendo sostegno a una transizione verde globale.

  • Il principio di solidarietà si applica equamente alle politiche di sviluppo della UE, che spesso finanziano progetti basati sull’impiego di combustibili fossili sotto l’insegna degli aiuti internazionali. La Normativa per lo Sviluppo Verde dell’UnA intende ricalibrare le priorità della UE nell’ambito dello sviluppo internazionale e incrementarne il coinvolgimento in meccanismi di finanziamento come il Fondo Verde per il Clima.

  • Infine, l’UnA sancisce il rispetto per il mondo naturale attraverso la legge, introducendo pene per chi inquina e riconoscendo lo status di reato perseguibile all’‘ecocidio’. L’introduzione di queste nuove norme da parte della UE potrebbe fungere da esempio per il riconoscimento internazionale dell’ecocidio come crimine contro l’umanità.

 

Commissione per la Giustizia Ambientale


 
  • La Commissione per la Giustizia Ambientale (CGA) è il primo organismo internazionale incaricato di garantire che la transizione verde sia anche una transizione giusta.

  • La struttura della CGA punta a garantire legittimità, democrazia e autorità. Essa include: (i) presidenti eletti da ciascuno degli stati membri dell’UE, (ii) una Commissione con diversi rappresentanti interni ed esterni all’Europa, (iii) una sottocommissione che rende esecutive le priorità di ricerca della Commissione, e (iv) Assemblee Cittadine per mettere la partecipazione pubblica al centro delle attività della CGA.

  • La CGA gode di un ampio mandato per creare un nuovo standard internazionale per la ricerca e l’informazione sulle ingiustizie ambientali, ma è limitata a un ruolo di consiglio e di assistenza a istituzioni come la Commissione Europea e le Nazioni Unite. Le è stato assegnato il compito di accumulare dati sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, sviluppare nuovi indicatori per valutarli, monitorare l’attuazione dell’agenda climatica europea e consigliare la UE e altre istituzioni internazionali nello sviluppo delle politiche future.

  • Il lavoro della CGA si struttura lungo tre direttrici della giustizia ambientale: (i) Giustizia internazionale, (ii) Giustizia intersezionale, e (iii) Giustizia intergenerazionale.

  • La crisi climatica è globale, ma il suo impatto non è distribuito equamente. I paesi più poveri stanno oggi pagando il prezzo più alto, pur essendone i minori responsabili. Il settore della CGA dedicato alla Giustizia Internazionale punta ad accertare la relazione tra le politiche dell’UE e i danni ambientali, per monitorare in che misura la UE stia continuando questo tradizione di ingiustizia internazionale, e offrire alle comunità più a rischio una piattaforma con cui possano partecipare allo sviluppo di un nuovo quadro normativo.

  • La CGA svilupperà e applicherà i propri criteri di giustizia internazionale in diverse aree chiave. Tra queste si annoverano i fenomeni migratori, per i quali la CGA metterà a punto il primo database dettagliato sulle migrazioni climatiche e consiglierà le autorità della UE su come riconoscere formalmente i rifugiati climatici e i loro diritti di asilo. Un’altra area include le imprese multinazionali, in cui la CGA fornirà consulenze alle istituzioni della UE sull’applicabilità del Trattato sulle Imprese Multinazionali e i Diritti Umani delle Nazioni Unite, e sulla possibilità di introdurre un’analoga legislazione a livello europeo.

  • I cambiamenti climatici stanno creando disuguaglianze profonde non solo tra paesi diversi, ma anche al loro interno. Come osserva l’IPPC, “le persone marginalizzate a livello sociale, economico, culturale, politico, istituzionale, sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici nonché alle loro conseguenze in termini di adattamento e attenuazione dei danni.” Il settore della CGA dedicato alla Giustizia Intersezionale intende occuparsi di tali diseguaglianze.

  • I lavori sulla Giustizia Intersezionale si applicano anche a varie altre aree, tra cui la Salute, l’Occupazione, l’Istruzione e la Mobilità. Per ciascuna di esse la CGA punta a individuare gli ostacoli all’equa distribuzione, al riconoscimento, alla partecipazione, e a consigliare le autorità della UE su come meglio rimuoverle, garantendo che tutti coloro che risiedono in Europa vengano inclusi nella transizione verde.

  • Le conseguenze dei cambiamenti ambientali sono duraturi, e creano diseguaglianze capaci di protrarsi per generazioni. La CGA affronterà queste conseguenze intergenerazionali in entrambe le direzioni, confrontandosi coi crimini coloniali del passato e aprendo la via alla possibilità per le future generazioni di vivere in un mondo sano. Come ha dichiarato la Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite María Espinosa: “ La giustizia climatica è giustizia intergenerazionale.”

  • La CGA esplorerà le responsabilità storiche dell’Europa nella predazione delle risorse nel Sud del mondo. In particolare, la CGA intende ampliare gli strumenti già ora nella disponibilità della UE per “i diritti delle vittime”, in modo da includere degli indennizzi climatici che distribuiscano fondi e risorse alle comunità più soggette agli effetti dei regimi coloniali e dell’ inquinamento.

  • Per finire, la CGA esaminerà in che modo l’Europa possa rendere giustizia alle generazioni future che erediteranno questo pianeta. In particolare, la CGA valuterà le politiche economiche e ambientali europee e il loro possibile impatto sulle generazioni future. La CGA prenderà in considerazione un’esplicita protezione legale per le generazioni future, che consenta loro di avanzare critiche alle politiche ambientali in corso. Inoltre proporrà dei cambiamenti al tasso di attualizzazione usato per le decisioni sugli investimenti, arrivando ad azzerare ogni discriminazione verso le generazioni future.